Centro trasfusionale, orari ridotti

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Centro trasfusionale, orari ridotti

Melchionda: «Segnale di depotenziamento del nosocomio cittadino»

di Nicola Salati

L'ospedale di Eboli
L'ospedale di Eboli

EBOLI | Il direttore sanitario del Presidio Ospedaliero di Eboli Mario Minervini , con una nota dello scorso 1 marzo, ha disposto la chiusura pomeridiana del centro trasfusionale del nosocomio cittadino, che, dunque, dal prossimo 1 aprile, garantirà il proprio servizio soltanto al mattino, dalle ore 8 alle ore 14. Secondo la suindicata nota, il reparto presenterebbe carenze di natura strutturale, che non lo rendono rispondente ai requisiti minimi previsti dalla legislazione.

LA DENUNCIA DEL PRIMO CITTADIN O | A riguardo interviene il sindaco di Eboli Martino Melchionda: «Condivido l’allarme che giunge dai sindacati; appare alquanto insolito che un reparto abbia i requisiti previsti dalla legge soltanto per mezza giornata, così come, questa ennesima azione di indebolimento solleva serie preoccupazioni in merito alla permanenza del nostro ospedale. Come amministrazione comunale continueremo a vigilare con grande attenzione. Tuttavia, ritengo che la Cisl debba intraprendere una battaglia rivolgendosi a chi ha la reale responsabilità decisionale e la competenza in merito alle problematiche connesse alla sanità locale. Come primo cittadino, da lungo tempo, evidenzio le difficoltà dell’ospedale cittadino, reclamando con forza interventi capaci di garantire una adeguata assistenza sanitaria ai pazienti del nostro territorio. Nonostante questo, di giorno in giorno, apprendiamo di progressivi ed ingiustificati interventi di depotenziamento del nostro presidio ospedaliero. Questa volta a farne le spese è il reparto trasfusionale, i cui orari di servizio e, dunque, anche il personale impegnato, vengono sensibilmente ridotti. All’indomani dell’esclusione del nostro ospedale dalla programmazione degli interventi predisposti dalla Regione Campania, giunge un nuovo segnale di penalizzazione, che mette a serio rischio l’efficienza del servizio sanitario offerto ai cittadini. Rispetto a questo – conclude il primo cittadino – confermo, ancora una volta, il mio impegno costante nella salvaguardia del nostro presidio ospedaliero, e chiedo ai sindacati di portare avanti con forza la propria azione di difesa dell’ospedale cittadino, reclamando le dovute risposte a chi ha la reale competenza in ambito sanitario».

Giovedì 7 marzo 2013

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