«L'erosione costiera è colpa dell'uomo». Atto di accusa di Domenico Nicoletti

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Centola | LA DENUNCIA NEL CORSO DEL CONVEGNO «EROSIONE COSTIERA, ACQUA E AMBIENTE»

«L'erosione costiera è colpa dell'uomo»
Atto di accusa di Domenico Nicoletti

Il numero uno della Commissione Parchi «progettualità venute meno»

di Nicola Salati

Domenico Nicoletti, presidente della Commissione Promozione dei Parchi
Domenico Nicoletti, presidente della Commissione Promozione dei Parchi

CENTOLA | «L’erosione costiera è un problema dovuto ai cambiamenti climatici, ma allo stesso tempo è opera dell’uomo che ha apportato serie modifiche all’ecosistema creando ben sei dighe sul territorio ed eliminando il trasporto solido a mare». È l’atto di accusa che viene lanciato dal presidente della Commissione Promozione dei Parchi Naturali e Territorio Domenico Nicoletti nel corso di un convegno su “Erosione costiera, acqua e ambiente” che si è tenuto a Palinuro di Centola.

IL PROBLEMA DELLE DIGHE | «Le dighe – ha spiegato meglio il suo pensiero Nicoletti – hanno apportato benefici alla comunità cilentana solo nel periodo in cui sono state costruite visto che è stata utilizzata un po di manodopera locale. Purtroppo tutto è finito lì poiché non si è venuto mai a creare un modello agricolo che potesse sviluppare nel modo migliore queste strutture». Secondo il presidente della Commissione Promozione Parchi invece il Cilento abbisogna di «interventi più lungimiranti e quindi rimanendo in tema di mare ed erosione si potrebbe pensare a un recupero energetico attraverso il moto ondoso. Si tratta di una delle numerose soluzioni sostenibili che ci offre la nostra terra».

GRANDI OPPORTUNITÀ | Infatti l’assunto da cui parte l’ex direttore del Parco nazionale è proprio quello che la natura offre grandi opportunità che devono essere colte: «Ma vedo che non tutto gira per il verso giusto – ha aggiunto Nicoletti – perché non si può pensare che vengano trasferiti degli uffici nel Centro per la Biodiversità in località Montisani a Vallo della Lucania. Questa per me è una mortificazione in quanto il Centro doveva accompagnare i giovani cilentani a costruire il loro futuro, ma dopotutto le grandi sfide per far emergere le eccellenze territoriali fatte da noi si sono andate disperdendo o peggio ancora sono state distrutte».

IL FUTURO | Nicoletti però compie un passo in avanti e pur partendo dalla storia del Parco traccia un possibile futuro per i ragazzi del Cilento: «Bisogna raccogliere la sfida della Dieta Mediterranea. È questa la nuova frontiera perché se nel mondo tutti ricercano la qualità della vita, noi abbiamo le radici e le dobbiamo sfruttare, ma per creare sviluppo su questa tematica c’è bisogno dell’utilizzo del Centro che potrebbe essere orientato a studi approfonditi in questo settore».

Lunedì 10 giugno 2013

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