Salerno | cammarota ha chiesto l'audizione del segretario generale in commissione

«In città c'è solo gente che fa ammuina»

La risposta di De Luca sull'incompatibilità

Il sindaco: «Se mi dimetto arriva il commissario e si blocca tutto»

di Nicola Salati

Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno
Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno

SALERNO | Vincenzo De Luca risponde per le rime a chi chiede un suo passo indietro e ha calendarizzato una sua incompatibilità nel ricoprire la veste di sindaco di Salerno e viceministro alla Infrastrutture. Nell’odierna puntata di «S come Salerno» in onda su radio Alfa il primo cittadino in merito è stato molto esplicito.

GENTE CHE FA AMMUINA | «La questione è molto chiara. – ha affermato De Luca - Fino a qualche anno fa non c'era alcun problema. Bassolino era ministro e sindaco di Napoli. Poi è stata introdotto una norma, scritta dal legislatore in maniera non molto chiara. I due incarichi sono incompatibili. Ma se il sindaco si dimette arriva il commissario prefettizio e sostanzialmente non si fa più nulla fino a nuove elezioni. Se il Consiglio dichiara invece il sindaco decaduto, può continuare la propria attività e giungere alla conclusione della legislatura e dunque a naturali nuove elezioni. E se poi il M5S chiede l'intervento del Viminale o di Napolitano per dirimere la questione, vadano anche alle Nazioni Unite o chiedano aiuto all'esercito americano, la questione è già chiara. Il problema è che a Salerno c'è gente che fa solo ammuina. Noi pensiamo alle cose serie».

LA PROPOSTA DI CAMMAROTA | «Oggi, durante la discussione in commissione statuto sulla incompatibilità di De Luca, - ha rivelato il consigliere comunale Antonio Cammarota - ho richiesto e ottenuto, e con l’unanimità dei presenti, l’audizione del segretario generale del Comune di Salerno e dell’Avvocatura comunale, che vengano prodotte le pronunce disponibili del giudice delle leggi da parte di chi ne invoca anziché discuterne come opinioni da Bar dello Sport, ancor più perché le pronunce della Corte Costituzionale derivano da vicende specifiche di processi in corso - «non manifesta infondatezza del giudice a quo» - che è opportuno confrontare. Dal punto di vista politico De Luca dovrebbe dimettersi perché, se incompatibile, ovvero se non potrà più governare, viene meno il rapporto politico tra popolo e potere, legato appunto all’elezione diretta del sindaco, esattamente come chiesi in Provincia per la vicenda Cirielli. Dal punto di vista giuridico, la legge con chiarezza pone l’incompatibilità tra viceministro e sindaco sicché la tassatività è piena, mentre la natura sanzionatoria della norma, che effettivamente impone sol per il futuro e mai retroattivamente, pone un problema interpretativo. Di qui, la mia richiesta di audizione e di acquisizione documentale, accolta da tutti; naturalmente, presupposto non negoziabile è che l’istruttoria istituzionale della Commissione si svolga nell’ambito dei tempi contingentati di riconvocazione del consiglio comunale entro la fine di giugno».

Giovedì 6 giugno 2013