Nocera Superiore | appello al primo cittadino montalbano per reinserimento

Ex lavoratori Alvi pronti alla protesta

Nei prossimi giorni parte sciopero della fame

A loro si è unito un gruppetto di operai delle fabbriche chiuse

di Nicola Salati

I lavoratori dell'Alvi pronti allo sciopero della fame
I lavoratori dell'Alvi pronti allo sciopero della fame

NOCERA SUPERIORE | Sono stanchi di attendere e chiedono un atto di responsabilità da parte di chi amministra la loro città. Sono arrabbiati gli ex lavoratori Alvi di Nocera Superiore. A loro si è unito anche un gruppetto di dipendenti di varie fabbriche del territorio chiuse negli ultimi anni. Oltre novanta lavoratori in tutto: padri di famiglia in attesa di risposte. Annunciano, per i prossimi giorni, eclatanti forme di protesta.

SCIOPERO DELLA FAME | In particolare una delegazione di lavoratori ha deciso di indire, a breve, lo sciopero della fame. Ciò, se non arriveranno certezze sul loro futuro occupazionale. Attendono infatti che vengano messe in atto dall’amministrazione comunale le procedure finali per il loro inserimento come lavoratori Lsu. Un progetto che dovrebbe coinvolgere inizialmente uno scaglione di circa trenta ex dipendenti, quelli a cui già questo mese è scaduta la cassa integrazione.

L’APPELLO A MONTALBANO | «Chiediamo un atto di responsabilità da parte del sindaco Gaetano Montalbano e da parte di tutta l’amministrazione che governa questa città. – dicono i lavoratori ex Alvi - In gioco c’è il futuro di ben 94 famiglie di Nocera Superiore. Siamo certi che quanto prima il sindaco ritirerà le sue dimissioni per poi procedere con l’atto finale di un percorso che dura da tempo e che porterà al nostro reinserimento nel mondo del lavoro».

ANCHE LE MOGLI | Alle proteste annunciate per i prossimi giorni, sciopero della fame ma anche altro, si dovrebbero unire anche le moglie dei lavoratori. Già lo scorso giorno, al termine del consiglio comunale durante il quale il primo cittadino si era dimesso, gli ex lavoratori Alvi avevano fatto sentire la loro voce. Arrabbiati per l’assenza di risposte avevano anche occupato l’aula consiliare. Ora si annunciano, come detto, altre proteste. «La battaglia – dicono – si fermerà solo quando riavremo un lavoro che ci permetta di mantenere le nostre famiglie. Si è nella fase finale, non si può mollare ora».

Lunedì 13 maggio 2013