Furti in appartamento, sgominata una banda

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Eboli | per il procuratore marino va sottolineata la pericolosità degli indagati

Furti in appartamento, sgominata una banda

Hanno rubato nel Napolteano, ma pure in diverse case del Salernitano

di Nicola Salati

Sgominata una banda dedita a furti in apprtamento
Sgominata una banda dedita a furti in apprtamento

EBOLI | Più volte erano stati sottoposti a controlli delle forze dell'ordine. Ma questo non aveva fermato la loro attività dedita ai furti in appartamento, molto spesso abitati da anziani.

GLI ARRESTATI | Quattro persone, tutte originarie della ex Unione Sovietica e domiciliate nel quartiere napoletano di Forcella, sono state arrestate questa mattina dagli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco, diretto dal primo dirigente Paolo Esposito, su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. In manette sono finiti Ivane Elizbarashvili, 30enne nato in Lituania, Vasili Tatvidze, 34 anni, Otari Baratashvili, 24 anni, e Irakli Putkaradze, 27 anni, questi ultimi tre tutti originari della Georgia.

I FATTI | I quattro sono accusati di associazione a delinquere finalizzata ai furti nelle abitazioni. In particolare alla banda vengono contestati tre colpi messi a segno negli ultimi due mesi tra Torre del Greco, Portici e Eboli, ma tanti sono i casi ancora all'attenzione degli inquirenti, che indagano anche per una serie di episodi verificatisi fra l'altro in Basilicata. Nel corso dell'operazione, i poliziotti hanno anche sequestrato diversi beni mobili ritenuti di provenienza furtiva.

LE INDAGINI | A dare una svolta alle indagini, le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite da esercizi commerciali presenti nelle zone dove sono stati commessi i furti, che hanno costituito una prova importante insieme a quelle ricavate da numerosi appostamenti e pedinamenti effettuati dagli agenti in tutta la Campania.

IL COMMENTO DEL PROCURATORE | «Va sottolineata - scrive in una nota il procuratore aggiunto della Repubblica, Raffaele Marino - la particolare pericolosità degli indagati che, nonostante fossero stati controllati dalla polizia giudiziaria in più occasioni, hanno continuato nella loro attività delinquenziale che si svolgeva in più regioni del territorio nazionale, incuranti anche del fatto che nelle abitazioni visitate fossero presenti le vittime inermi in età avanzata».

Venerdì 26 aprile 2013

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